Pesci rossi giapponesi: la storia del kingyo, simbolo dell’estate

pesci rossi giapponesi

Se avete mai partecipato a un matsuri giapponese, probabilmente li avete già incontrati: piccole vasche piene d’acqua, tanti pesci rossi che si muovono velocemente e, accanto, un sottile retino di carta.

È il kingyo sukui (金魚すくい), letteralmente “pesca dei pesci rossi”, uno dei giochi più caratteristici delle feste estive giapponesi.

Ma il kingyo, ovvero il pesce rosso giapponese, è molto più di un semplice passatempo da matsuri. La sua storia in Giappone è antica e affascinante e, nel corso dei secoli, questo piccolo pesce è diventato uno dei simboli più riconoscibili dell’estate giapponese.

estate-in-giappone-simboli

Estate in Giappone: simboli e tradizioni

Dalla Cina al Giappone: la storia dei pesci rossi

Il pesce rosso che conosciamo oggi deriva dal carassio dorato, un pesce d’acqua dolce originario della Cina. Attraverso l’allevamento e la selezione degli esemplari, nel corso dei secoli sono nate forme sempre più diverse, caratterizzate da colori, code e caratteristiche particolari.

Secondo le fonti storiche giapponesi, l’interesse per questi pesci risale a molti secoli fa. Una tradizione colloca la loro introduzione in Giappone nel 1502, durante il periodo Muromachi, quando alcuni esemplari sarebbero arrivati a Sakai, nell’attuale prefettura di Osaka.

La data viene riportata nel Kingyo sodategusa, un importante manuale giapponese dedicato all’allevamento dei pesci rossi, pubblicato nel 1748. È quindi più corretto considerare il 1502 come una data tradizionale tramandata dalle fonti dell’epoca Edo, piuttosto che come una certezza assoluta sulla prima introduzione del pesce rosso in Giappone.

In origine il pesce veniva indicato anche con il termine kogane-uo, “pesce dorato”. Con il passare del tempo si affermò invece il nome kingyo (金魚), formato dai caratteri 金, “oro”, e 魚, “pesce”.

Da animale prezioso a passatempo popolare

Quando arrivarono in Giappone, i pesci rossi erano animali preziosi e non certo alla portata di tutti.

Durante il primo periodo Edo venivano allevati soprattutto da mercanti facoltosi, signori feudali e aristocratici, che li tenevano come animali ornamentali.

Con lo sviluppo delle tecniche di allevamento, però, la situazione cambiò. Nel corso del periodo Edo i kingyo divennero progressivamente più accessibili e iniziarono a diffondersi anche tra la popolazione comune.

Un documento particolarmente interessante è proprio il già citato Kingyo sodategusa, pubblicato nel 1748 da Adachi Kishi, originario di Sakai.

Il manuale non si limitava a parlare genericamente di allevamento dei pesci rossi: spiegava come prendersene cura, come distinguere maschi e femmine, quando cambiare l’acqua, come riconoscere le malattie e persino le differenze nella forma delle code.

Il fatto che esistesse un testo specificamente dedicato alla cura dei kingyo mostra quanto questi animali fossero ormai diventati diffusi e apprezzati.

Il grande boom dei kingyo durante il periodo Edo

Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo arrivò il vero boom dei pesci rossi in Giappone.

Durante le epoche Bunka e Bunsei, dal 1804 al 1830, il kingyo divenne sempre più popolare nelle strade di Edo. Comparvero venditori ambulanti che trasportavano e vendevano i pesci e il loro commercio iniziò a essere sempre più associato alla stagione estiva.

È proprio in questo periodo che il pesce rosso diventa simbolo dell’estate giapponese che ancora oggi riconosciamo.

Le sue forme eleganti, i colori vivaci e il movimento nell’acqua erano perfetti anche per le stampe dell’epoca. Il kingyo entrò così nell’immaginario artistico del periodo Edo, diventando una presenza ricorrente nelle rappresentazioni della vita quotidiana e della stagione estiva.

Come si osservavano i pesci rossi nell’antico Giappone?

Oggi siamo abituati a osservare i pesci attraverso un acquario trasparente, guardandoli lateralmente.

Nel Giappone del periodo Edo, invece, gli acquari moderni non esistevano e i pesci rossi venivano spesso allevati in recipienti di ceramica.

Per questo motivo era naturale osservarli dall’alto.

Questa modalità di osservazione viene chiamata uwami (上見), letteralmente “guardare dall’alto”.

È un piccolo dettaglio che racconta molto bene quanto fosse diverso il modo di vivere e apprezzare questi animali rispetto a oggi. Il kingyo non era soltanto un pesce da guardare, ma una piccola creatura da osservare con attenzione, attraverso il movimento dell’acqua e la forma che il suo corpo assumeva visto dall’alto.

Kingyo sukui: la pesca dei pesci rossi nei matsuri

Con la crescente popolarità dei kingyo, questi piccoli pesci entrarono sempre più nella vita quotidiana e nelle occasioni di festa.

Da qui nasce anche l’immagine che oggi associamo immediatamente ai matsuri giapponesi: una vasca piena di pesci rossi, un piccolo retino di carta chiamato poi e la sfida di riuscire a catturarne uno prima che la sottile carta si rompa.

È il kingyo sukui, una delle attrazioni più iconiche delle feste estive giapponesi.

Il funzionamento è semplice, almeno in teoria: bisogna usare il poi per raccogliere un pesce dall’acqua senza romperlo. Nella pratica, invece, serve una certa abilità… e anche un bel po’ di fortuna!

C’è qualcosa di particolarmente poetico in questa tradizione. Mentre i fuochi d’artificio illuminano il cielo, i pesci rossi si muovono nell’acqua sotto le luci delle bancarelle.

Yamatokoriyama, la città dei pesci rossi

Quando si parla di kingyo in Giappone, c’è però un’altra località che merita una menzione speciale: Yamatokoriyama, nella prefettura di Nara.

Insieme a Yatomi, nella prefettura di Aichi, e all’area di Edogawa a Tokyo, Yamatokoriyama è considerata una delle principali zone giapponesi per l’allevamento dei pesci rossi.

Anche qui la storia affonda le proprie radici nel periodo Edo. Secondo la tradizione, l’allevamento sarebbe iniziato nel 1724, quando Yanagisawa Yoshisato divenne signore del feudo di Koriyama e alcuni pesci ornamentali sarebbero arrivati insieme al suo seguito.

Anche in questo caso si tratta di una tradizione storica e non di un fatto documentato in ogni dettaglio, ma il legame tra Yamatokoriyama e i pesci rossi è ancora oggi fortissimo.

Ed è proprio nella prefettura di Nara che troviamo una delle attrazioni più curiose dedicate a questi piccoli animali.

NARA KINGYO MUSEUM: quando il pesce rosso diventa arte

A Nara, all’interno del complesso M! Nara, si trova il NARA KINGYO MUSEUM, un vero e proprio “entertainment aquarium” dedicato ai pesci rossi.

Non è un semplice spazio espositivo: tutto è costruito intorno al concetto di kingyo, unendo acquari, tecnologia e arte.

Qui i pesci rossi nuotano tra projection mapping, luci, specchi, vetrate artistiche, fiori, terrari e installazioni realizzate da diversi artisti.

Ci sono persino ambienti ispirati a una strada dell’Edo, un’area che combina pesci rossi e mirror ball e un enorme “acquario umano”, nel quale è possibile entrare per vivere, almeno per qualche momento, l’esperienza di trovarsi dentro un acquario.

Il museo ospita circa 40 varietà di pesci rossi, dalle più comuni alle più rare, comprese alcune varietà legate alla produzione di Yamatokoriyama.

È un esempio perfetto di come il kingyo abbia continuato a evolversi nella cultura giapponese: da animale ornamentale riservato alle classi più abbienti, a passatempo popolare, protagonista dei matsuri e infine soggetto di arte e installazioni contemporanee.

Un piccolo pesce, una grande storia

Guardando un pesce rosso nuotare in una vaschetta durante un matsuri, forse è difficile immaginare quanta storia ci sia dietro.

Il kingyo è arrivato dalla Cina, è stato allevato e selezionato per generazioni, è entrato nelle case di nobili e mercanti, è diventato accessibile alla gente comune, è comparso nell’arte del periodo Edo e si è trasformato in uno dei simboli più riconoscibili dell’estate giapponese.

Oggi lo ritroviamo ancora nei matsuri, nelle decorazioni estive, nei souvenir e persino nei modernissimi acquari artistici.

Forse è proprio questo che rende il kingyo così speciale: è un piccolo elemento della cultura giapponese capace di collegare passato e presente.

E la prossima volta che vedrete una vasca di pesci rossi durante un festival estivo, prima di provare a catturarne uno con il vostro poi, fermatevi un momento a guardarli nuotare.

State guardando una tradizione che in Giappone dura da secoli.

Item € 0,00
Loadding...